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Openindiana ….

La curiosità  di conoscere le sfaccettature del mondo “ linux” mi ha portato  ad interessarmi da un po di tempo  delle S.O.  basate su  ” BSD ”  e su  ” Unix e/o like Unix ” e da qualche giorno  ho concentrato l’attenzione  su sistemi “ Solaris “, ho piu’ volte ribadito  che la grandezza e la bellezza dell’ open source è la grande varietà  dei sistemi operativi.  Certo non è oro tutto quello che luce….. ma  è un dato di fatto  che ci saranno  un migliaio e piu’ di S.O.  accertate e piu’ o meno supportate.  In  linea di massima ormai  i ” kernel” sono evoluti ,  occhio e croce  smanettando un poco  si riesce ad installare la maggiorparte  delle distro.  Il tratto distintivo è dato da  altre ” dazioni” …. la documentazione …… il supporto …. la comunità.

Ho installato ” Openindiana ”  la 148 -gnome e devo dire che come distro non mi dispiace,  ha riconosciuto l’hardware con una certa facilità ,  non è  estremamente complicata. Di contro  non ho trovato  degli ” How-to” ufficiali  ma spezzoni   di documentazione qua e la,  ancora  non esiste  un centro ” repository ”  tipo Mandriva o Ubuntu per capirci,  oltre  a essere una giovane fork , visto che ” opensolaris” è stata acquistata da ” Oracle”  ancora  non si sono posti  l’obiettivo di rendere piu’ fruibile l’uso di questi sistemi,  rimangono ancora prodotti di nicchia.  Comunque  vanno scoperti e provati.

Categorie:S.O. interessanti
  1. aprile 20, 2011 alle 11:09 am

    Very interesting. So now you have tested Open Indiana, a Solaris derivative. Have you tried Haiku? It is given as a live CD and it is FAST!

    • aprile 24, 2011 alle 6:52 pm

      Sorry friend if i answer late—- i have tested bsd and solaris and i do not see that this S.O. are different and a best step over Linux S.O. I do not know Haiku… i will test it and after i will inform you.

  2. luglio 9, 2011 alle 11:04 am

    Installata una settimana fa, dopo che avevo provato tempo fa l’OpenSolaris 2009.06. Concordo in pieno. Quello che stupisce è la differenza tra la facilità d’installazione (molto più facile di una FreeBSD), l’avere un desktop (perchè d’uso desktop stiamo parlando) praticamente funzionante e performante e la difficoltà a reperire documentazione e software dopo l’installazione. Sulla facilità d’uso non concordo in pieno, in quanto la struttura delle directory, le sintassi da riga di comando, ecc, sono alquanto diverse sia da Linux ma anche dai *BSD, costringendo a fare ulteriori sforzi di comprensione, aggravati da questa dispersione di riferimenti che non aiuta. Cmq da provare per chi è curioso del mondo Unix.

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